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Il plateatico del Gran Caffè Quadri: un progetto speciale alla 19ª Biennale di Architettura di Venezia

Gaggio è tra i protagonisti del prestigioso progetto speciale che trasforma il plateatico del Gran Caffè Quadri in Piazza San Marco in uno spazio espositivo unico. Opera dello studio Teresa Sapey + Partners e curata da Aaron Betsky, l’installazione rientra nell’ambito della 19ª Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia 2025 curata da Carlo Ratti.
L’intervento, il primo nella storia della Biennale a uscire dai suoi spazi canonici per integrarsi nel cuore della città, celebra i 250 anni di un simbolo della socialità veneziana: il Gran Caffè Quadri, gestito dal Gruppo Alajmo. Pensato non solo per i visitatori della Biennale e per i turisti, ma anche per i veneziani stessi, il progetto è un omaggio alla rotta storica del caffè come veicolo di incontro tra culture, tradotto in arredi, tessuti e dettagli ispirati a Persia, India e Nord Africa. L’obiettivo è mettere in luce il multiculturalismo, la ricca diversità storica della città lagunare e il ruolo cruciale che il caffè ha avuto nel favorire lo scambio e l’integrazione di culture diverse, agendo come strumento catalizzatore nelle conversazioni.
Già presente in tutti i caffè di Piazza San Marco con ombrelloni professionali e di design, per il progetto speciale Gaggio ha rivisitato e realizzato ex novo gli ombrelloni del Gran Caffè Quadri, con soluzioni su misura che coniugano artigianalità, innovazione e sostenibilità. Le nuove doppie coperture, realizzate con tessuti outdoor Dickson-Sunbrella®, integrano elementi riflettenti e cromie coordinate, offrendo un impatto scenografico d’eccezione, sia di giorno che di notte. Con questo contributo, Gaggio conferma il proprio ruolo di ambasciatore del Made in Italy, portando la sua visione di design e durabilità nel cuore della Biennale e della storia veneziana.
“Un progetto che ci ha dato l’opportunità di unire tradizione e tecnologia per valorizzare un luogo simbolo della cultura veneziana”, afferma Matteo Gaggio, CEO dell’azienda.
Il progetto è 100% reversibile e riutilizzabile, ispirato al comportamento di una pianta epifita.
I mobili esistenti sono riutilizzati senza alterazioni, creando un set temporaneo che tornerà al suo stato originale al termine della Biennale, senza lasciare tracce, a riprova dell’impegno nei confronti della sostenibilità da parte di tutti i partner coinvolti.
L’intero intervento è stato realizzato con il supporto di partner e sponsor che condividono la medesima visione di artigianalità sostenibile: UNO Contract ha curato l’allestimento completo degli spazi, Mariaflora ha creato tessuti outdoor ad alte performance ispirati alla rotta del caffè, e Piermaria New Form ha realizzato a mano copri seduta sfoderabili e tende.